Bullismo e Cyberbullismo
Il bullismo ed il cyberbullismo sono fenomeni complessi che incidono profondamente sul benessere psicologico, emotivo e sociale delle persone coinvolte.
Fenomeni purtroppo diventati sempre più frequenti nelle scuole e nelle comunità, con conseguenze devastanti per chi ne è vittima, e non solo: questi comportamenti aggressivi non solo danneggiano psicologicamente le vittime, ma creano anche un ambiente tossico ed insicuro.
Come sottolineato nel mio e-book “Bullismo e Cyberbullismo” edito da Maggioli Editore, queste problematiche non solo danneggiano le vittime, ma compromettono anche l’equilibrio delle comunità scolastiche, familiari e sociali in generale.
Da ciò, l’importanza del riconoscere le caratteristiche di chi subisce e/o compie atti di bullismo, di analizzare le origini di questi comportamenti, le conseguenze a breve ed a lungo termine e le strategie di intervento, fornendo soluzioni pratiche, utili alla vittima, alla famiglia, ed al sistema scolastico, spesso teatro di questo fenomeno.
Il bullismo si manifesta attraverso atti di aggressione fisica, verbale, o psicologica: atti che avvengono principalmente nel contesto scolastico, ma non solo.
Il cyberbullismo, invece, sfrutta le tecnologie digitali per perpetrare il controllo sulla vittima, attraverso minacce, ghettizzazioni, diffamazioni, ricatti, dando vita ad una forma di violenza molto più subdola, invisibile, che non ha orari e non è circoscritta solo al contesto della scuola.
Analizziamo le caratteristiche della vittima di bullismo.
Esse sono spesso collegate a fattori di vulnerabilità emotiva, psicologica o sociale. Dall’altro versante troviamo il bullo, descritto come un individuo con bassa autostima, che ricorre al bullismo per colmare profondi vuoti di insicurezza. Nel mio e-book, ho analizzato diversi tipi di bulli, distinguendo quelli che agiscono per bisogno di potere da quelli che purtroppo imitano comportamenti aggressivi appresi nel proprio contesto familiare e/o sociale. Le cause del bullismo sono molteplici e spesso intrecciate tra loro. Come già esposto anche in varie interviste, tra le cause principali vi sono:
- mancanza di educazione emotiva,
- mancato insegnamento all’accettazione della diversità,
- scarsa o nulla capacità empatica,
- intolleranza all’altro, alle frustrazioni, e al rispetto dei confini di se stessi e dell’altro.
I bulli tendono a manifestare comportamenti aggressivi verso chi percepiscono come diverso, che sia per ragioni fisiche, culturali, etniche o sociali.
Doveroso a questo punto sottolineare che il bullismo non nasca solo in e da ambienti sociali disagiati, o in famiglie disfunzionali, dove il bambino o l’adolescente assorba modelli di comportamento violenti, ma anche all’interno di famiglie definite “bene”, al cui interno non vi siano apparentemente modelli negativi ma che contribuiscano sotto traccia a sostenere ed a sviluppare, a volte in maniera del tutto inconsapevole, un senso di vuoto, di frustrazione, nonché difficoltà ad affrontare la vita seguendo lo stile evolutivo proprio anziché quello imposto.
La richiesta più spesso esplicitata in maniera diretta od indiretta è: DEVI essere un numero “uno”.
Un’altra causa già accennata ma su cui è importante ritornare è la mancanza di empatia nei confronti dell’altro: i bulli non riescono a mettersi nei panni delle vittime, e quindi non percepiscono il dolore che causano. Questa difficoltà trasforma la vittima in un simil “oggetto”, semplificando e giustificando la percezione del bullo ed i suoi atti aggressivi.
Anche il cyberbullismo è alimentato dalla percezione dell’altro come oggetto, sostenuto ampiamente dalla distanza fisica con la vittima (in genere il contatto avviene attraverso un PC, od uno smartphone). Il distacco emotivo ne diviene una logica conseguenza, semplificando e rafforzando il tutto.
Le conseguenze del bullismo e del cyberbullismo sono molte, non solo nel breve tempo ma anche nel lungo periodo, fino ad influenzare l’età adulta.
Le conseguenze a breve termine per le vittime di bullismo sono immediate e tangibili: tra le reazioni più comuni vi sono ansia, depressione, isolamento sociale, rabbia cronica, reattività emotiva, incubi, bassa autostima, le vittime possono sentirsi impotenti, e non essere in grado di reagire, con il rischio di sviluppare disturbi psicologici e comportamentali che a lungo andare influenzeranno negativamente la loro vita.
Nel lungo periodo le ripercussioni possono essere ancor più devastanti. Come evidenziato nel mio e-book e nella mia pratica clinica, le esperienze di bullismo durante l’infanzia o l’adolescenza possono determinare disturbi psicologici gravi, come il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS), Depressione reattiva cronica, ed ansia sociale.
Molti adulti che abbiano subito bullismo nell’infanzia portano con sé cicatrici emotive che incidono sulle relazioni interpersonali, sul loro sviluppo professionale, e sulla loro capacità di fidarsi dell’altro. I comportamenti autolesionisti e le dipendenze sono altresì segni di come il bullismo possa influire sulla vita di una persona, fino a sfociare in ambito lavorativo nel famoso mobbing.
Non dimentichiamoci del fatto che anche le conseguenze per i bulli non siano da meno: anche se inizialmente gli atti di bullismo possono sembrare un modo per ottenere potere e/o attenzione, nel lungo periodo può portare a problemi relazionali, difficoltà nell’integrarsi nella società e nei contesti professionali, e ad una scarsa capacità di empatia perdurante. Il bullo necessita di essere accolto e corretto nel suo disagio affinché si prevenga uno sviluppo comportamentale antisociale con la possibile evoluzione in un Disturbo di Personalità Antisociale.
Come spesso sottolineo nella mia pratica clinica con i miei piccoli pazienti vittime di bullismo e/o cyberbullismo, od anche nei miei diversi interventi in radio / TV, conoscere il problema è già parte della soluzione, ma accanto alla conoscenza devono essere necessariamente poste strategie funzionali che possano dare un’aiuto ad inquadrare una possibile reazione più “ecologica” per il proprio benessere, non solo da parte della vittima, ma anche all’interno del sistema familiare, scolastico e sociale.
Vediamo qualcuna delle strategie di intervento più utili per la vittima: la scuola e la famiglia.
Le strategie di intervento sono fondamentali per contrastare il bullismo e supportare le vittime. Come sottolineato nel mio ebook è importante che il sistema scolastico, i genitori e le vittime collaborino per creare un ambiente sicuro e protetto.
Partiamo dalla vittima:
- Parlare con qualcuno di fiducia di ciò che ci sta accadendo. Fondamentale che la vittima si senta sempre ascoltata, sostenuta, e non giudicata. I genitori, gli insegnanti od un consulente scolastico devono essere sempre pronti ad ascoltare, e ad accogliere.
- Non rispondere al bullismo: spesso la reazione principale è di reagire e questo paradossalmente è ciò che alimenta il bullo.
Per il sistema scolastico:
- Educazione e sensibilizzazione: deve essere il primo ambiente di prevenzione. Fondamentale educare gli studenti al rispetto delle differenze, alla diversità, all’importanza della solidarietà.
- Creare un ambiente di supporto: la scuola deve predisporre politiche antibullismo chiare e applicarle in modo coerente. Ogni caso di bullismo deve essere affrontato per quello che è, un atto criminale, che lede la persona nel profondo, e in quanto tale la vittima deve essere protetta e non giudicata, facendola sentire accolta e al sicuro.
- Formazione degli insegnanti: gli insegnanti devono essere formati nel riconoscere i segnali, insegnare loro che il bullismo non è una semplice scaramuccia, e che la vittima non è corresponsabile dell’atto ignobile subito.
Strategie per la Famiglia:
- Comunicazione aperta e mai ambigua su come relazionarsi con gli altri, educare emotivamente il ragazzo alla gestione dei “no”, accogliere i loro sbagli non giudicandoli ma come lezione di vita da imparare. Nessuno è migliore dell’altro.
- Monitorare le loro attività online, vigilare sull’uso eccessivo dei social, del iPhone, del pc. Insegnare loro l’uso consapevole.
- Sostegno emotivo: in caso di bullismo subito i genitori devono ascoltare, osservare e accogliere il disagio del proprio figlio e intervenire tempestivamente.
Non dimentichiamoci dei genitori di bulli: agire tempestivamente è fondamentale.
Il genitore del bullo ha un ruolo cruciale nel prevenire e correggere comportamenti aggressivi e dannosi. L’educazione e il supporto sono fondamentali per far riflettere il figlio/bullo.
Il primo passo:
- Riconoscere che il proprio figlio ha un comportamento problematico. Negare o minimizzare sostiene i comportamenti dannosi.
- Dialogo: comunicare in modo aperto, coerente, trasparente e mai ambiguo porta il ragazzo a strutturare il proprio pensiero in modo diverso da quello messo in pratica.
- Ascolto attivo, empatia e riflessione, i capisaldi della comunicazione genitori/figli.
- Imporre sanzioni a comportamenti chiaramente dannosi, spiegando le conseguenze delle proprie azioni. Le punizioni devono essere sempre proporzionati all’atto trasgressivo.
- Monitoraggio continuo che ciò che richiediamo sia mantenuto dal proprio figlio.
- Educare al rispetto, a comportamenti altruistici e mai alla sopraffazione dell’altro x ottenere vantaggi.
- Collaborare con la scuola per correggere i comportamenti disfunzionali.
- Supporto psicologico assolutamente suggerito per elaborare cause sottostanti, per migliorare la gestione degli automatismi, ed educare al valore di se e dell’altro, non più visto come “specchio” del nostro sentire ma come persona degna del nostro rispetto.
La richiesta di supporto psicoterapeutico, accompagnata da denuncia dell’avvenuto, e con limitazione, controllo e modifica dei comportamenti agiti sono, sottolineo, azioni fondamentali nel combattere il fenomeno.
- Affrontare la violenza familiare o sociale, se il bullo ha imparato comportamenti violenti a casa o in ambienti sociali, il genitore deve affrontare e provare a cambiare questi modelli/esempi.
- Risolvere conflitti, o modus operandi che sostengono comportamenti imitativi non adeguati. Un’intervento professionale può essere un’aiuto importante.
- Sostenere il proprio figlio nel percorso di cambiamento. Riconoscerne i progressi, rinforzarli positivamente. Educarli continuamente alla migliore versione di se.
Il genitore di un bullo ha una responsabilità enorme nel correggere i comportamenti disfunzionali del figlio.
Educare alla gentilezza, al rispetto, alla consapevolezza emotiva, garantisce potenzialmente che il bullo cresca come una persona empatica e responsabile.
Il bullismo ed il cyberbullismo richiedono una risposta univoca da parte di diverse figure professionali. Come già sottolineato, la prevenzione è l’arma più potente contro gli atti bullistici: solo con un impegno congiunto possiamo sperare di ridurre significativamente il bullismo ed il cyberbullismo e garantire che non si verifichino più azioni stigmatizzanti.