Turismo in Terra Santa: fede, geopolitica e criticità
Il turismo religioso attrae milioni di visitatori, desiderosi di calcare i luoghi della Bibbia e di ripercorrere la storia del Cristianesimo.
Il 2025 poteva essere l’anno d’oro per il turismo in Terra Santa vista anche la concomitanza con il giubileo cattolico. Ma la Terra Santa sono Israele e Giordania e la percezione di insicurezza della destinazione dovuta alle tensioni nella regione in seguito all’attacco palestinese del 7 ottobre 2023 e talvolta anche un deciso orientamento politico, hanno influito notevolmente sui flussi turistici.
Israele…
In Israele gli arrivi turistici da tutto il mondo nel 2024 hanno subito una forte diminuzione; per quanto riguarda l’Italia il dato è del -85% rispetto al 2023 (fonte: Statistical data of tourist entries to Israel) ma, ciononostante il nostro Paese è al sesto posto per arrivi.
Ora, con la fragile tregua tra Israele e Hamas e lo scambio prigionieri/ostaggi si sembra assistere a: “una ripresa dei viaggi di solidarietà ovvero viaggi di gruppo, soprattutto di carattere spirituale, organizzati con l’obiettivo di visitare Israele per un’esperienza di spiritualità”, come sostiene Kalanit Goren, direttrice Italia dell’ufficio nazionale israeliano del turismo.
Anche le compagnie aeree non israeliane sembrano scommettere sulla ripresa. Wizz Air, è stata la prima a riaprire i voli, lo scorso 16 gennaio, seguita poco dopo da BlueBird Airways (22 gennaio) e da Ita Airways (1° febbraio). Ryanair ricomincerà a fine marzo, mentre easyJet riattiverà i collegamenti da giugno. La ripresa dei voli dall’Italia a Tel Aviv è certamente un segnale positivo, perché le compagnie aeree sono sempre molto prudenti e attente ad assicurare la sicurezza dei propri aeromobili, equipaggi e passeggeri.




I luoghi più tradizionalmente legati al cristianesimo e all’ebraismo sono mete cariche di spiritualità il cui fascino è innegabile, da sempre irresistibile. il Sinai, il Mar Morto, Qumran, Nazareth, il Lago di Tiberiade ma, soprattutto, Gerusalemme che oltre ai luoghi più conosciuti come il Muro del Pianto, la Spianata delle Moschee e il Santo Sepolcro, offre il nuovissimo museo della Torre di Davide, il Terra Sancta Museum che preserva e valorizza il patrimonio archeologico e artistico della cristianità Il Santuario del Libro – un’ala del Museo d’Israele – che conserva i rotoli del Mar Morto di Qumran e il manoscritto di Aleppo e ospita una mostra dedicata al Grande Rotolo di Isaia.
La Giordania…
Si presenta come un’oasi di tolleranza religiosa e di accoglienza nel contesto mediorientale incerto e turbolento che però le pongono dinnanzi delle sfide difficili a livello economico e politico, come il peso della crisi, la pressione dei milioni di rifugiati siriani e palestinesi e la difficoltà di mantenere dei rapporti equilibrati sia con Israele, sia con il mondo arabo.
I dati definitivi sul turismo 2024 del Regno Hascemita non sono ancora disponibili al momento. Se ci rifacciamo al 2023, l’Italia è diventata il primo mercato europeo con quasi 128’000 arrivi, segnando un incremento del 43% rispetto al 2019 (anno di riferimento pre-covid), triplicando i numeri del 2022. (fonte: Travel Quotidiano).





E questi dati confermano quanto conti l’aspetto psicologico, la percezione del Paese come una destinazione turistica sicura nella scelta della destinazione. La Giordania mantiene buoni rapporti con Israele ed è sicuramente un Paese moderato, stabile dove la tolleranza religiosa è garantita dalla Costituzione, tanto che si colloca al 17° posto su 119 Paesi nell’indicatore di Sicurezza e Protezione del Travel and Tourism Development Index 2024 del World Economic Forum.
È innegabile, però che l’inizio del conflitto tra Israele e Hamas nell’ottobre 2024 abbia avuto un impatto negativo anche sul turismo in Giordania, causando una momentanea contrazione dei visitatori, ma durante l’ultima BIT – la Borsa del Turismo tenutasi a Milano dal 9 all’11 febbraio scorso – Wael Arousan, vice direttore del Jordan Tourism Board ha dichiarato il suo ottimismo per il 2025: “…La tregua nel conflitto oltre confine sta già avendo un effetto positivo sulle prenotazioni. Quest’anno ci aspettiamo di raddoppiare gli arrivi del 2024, grazie anche alle iniziative per promuovere l’eredità culturale e religiosa della Terrasanta giordana nell’anno del Giubileo”.
Nel Paese si trovano innumerevoli testimonianze bibliche, in particolare cinque importanti siti che sono meta di pellegrinaggi cristiani:
- Tel Mar Elias, il luogo di nascita del profeta Elia;
- il santuario mariano di Nostra Signora della Montagna;
- Monte Nebo, dove Mosè vide la terra promessa;
- Macheronte, dove si racconta del martirio di Giovanni Battista.
- Betania, il sito del battesimo di Gesù.
…e Territori palestinesi
Che sono coloro che hanno sofferto più di tutti di questa situazione. Betlemme, dove nato Gesù si trova nei Territori Palestinesi e per raggiungerla si deve attraversare un check-point tra Israele e Cisgiordania, uno dei posti più caldi dell’intera regione. Una volta per raggiungere la Basilica della Natività,non c’erano particolari difficoltà per i turisti, qualsiasi tassista arabo ti portava per pochi schekel direttamente da Gerusalemme che si trova a circa dieci chilometri. Ora la situazione è molto più complessa e imprevedibile nei suoi cambiamenti.
Conclusione
Il turismo italiano verso La Terra Santa ha mostrato una crescita notevole negli ultimi anni, con l’Italia che si posiziona tra i principali mercati europei per entrambe le destinazioni.
Tuttavia, ci sono diverse criticità:
- tensioni geopolitiche e conflitti regionali che scoppiano e si acquietano ciclicamente senza preavviso, rendendo un viaggio nella regione imprevedibile nella misura in cui norme, restrizioni e cambiamenti variano improvvisamente, legate alla situazione del momento.
- sono luoghi dove la politica è indissolubilmente legata alla religione, con usi e costumi rigidi e questo crea un senso di smarrimento per chi ha una visione laica della società;
- la sicurezza è una preoccupazione costante con ripetuti, accurati e rigidissimi controlli non soltanto alla frontiera ma anche in molti luoghi pubblici che possono complicano e infastidiscono l’esperienza del turista.
Il turismo religioso in Israele e Giordania è un’esperienza unica. perché si aprono davanti a noi secoli della nostra storia e spiritualità, Però si mostrano altresì le difficoltà di una regione tormentata. Così, chi sceglie di intraprendere un viaggio in Terra Santa deve essere pienamente consapevole di dove si trova e della situazione geopolitica che condiziona l’accesso e la fruizione dei luoghi.