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Enheduanna: viaggio alle origini della poesia

Tu mi hai chiesto di entrare nel santo chiostro, il giparu, e io vi sono entrata, io, l’alta sacerdotessa, Enheduanna! Ho recato con me la cesta rituale e ho levato il mio canto di lode per te. Ora, però, sono relegata in mezzo ai lebbrosi e non posso più vivere con te.
(Inno a Inanna, Tavola IX)

Introduzione

In questi ultimi anni, abbiamo visto movimenti sociali, politici e culturali che hanno incentivato la figura delle donne, cercando a volte tra le pieghe di determinati eventi o periodi storici per confutare delle teorie per quanto riguarda il mito della “Donna Forte”, considerando il genere femminile svantaggiato rispetto agli altri. Questo fenomeno, figlio del presentismo inculcato nella mente dell’uomo ha lasciato alcune persone all’ombra di ciò che si potrebbe vedere semplicemente studiando un argomento poco conosciuto come l’impero Accadico (XXIII Sec. a.C.).

Maschera raffigurante Sargon di Akkad.

Fondato da quello che passò per la vulgata come “Uomo sorto dal nulla” ovvero Sargon di Akkad (±2350- 2285 a.C.), le cui origini probabilmente deriverebbero dal mondo semita dell’Asia Centrale o dalle zone superiori alla Mesopotamia (ormai la teoria semita che venisse dal deserto arabo è stata quasi del tutto esclusa).  Nel 2334 a.C., Sargon insieme al suo popolo, gli Accadi, conquistarono la Mesopotamia sconfiggendo quell’anno il Re Lugalzaggesi di Uruk, annettendo a sé la città più importante del mondo sumero, formando un amalgama culturale tra accadi e i precedenti abitanti. Secondo gli storici, Sargon fu il primo a creare un inizio di quello che oggi potremo chiamare impero, a lui si deve quello di aver dato un’identità ad un regno, fondato non solo sulla collaborazione tra città, bensì un’unione di esse che avrebbe che rispondevano ad un potere gerarchico “centrale”, ovvero la città di Akkad, una delle poche città mesopotamiche che videro la loro fondazione nel periodo post terzo millennio avanti cristo.

Vi sono ancora dei dubbi su dove la città sarebbe sorta, ma secondo gli studi degli ultimi quarant’anni, sembra che essa sorgesse sul Tigri a metà tra l’attuale Baghdad e la città di Al-Kut. A Sargon si rifecero la maggior parte delle figure dell’Antico Oriente che cercarono di portare riforme nel mondo mesopotamico, tra essi possiamo trovare figure di spicco come:

  • Hammurabi (1810- 1750 a.C.)
  • Sargon II di Assur (±750-705 a.C.)
  • Ciro II di Persia (590-530 a.C.)

Fu anche la prima figura monarchica a porsi ad un livello quasi paritario nei confronti degli dèi, sebbene ad essi desse la stessa riverenza di tutti gli altri sovrani mesopotamici. Anche l’etimologia del nome Sargon è molto interessante, visto che in accadico vuol dire “Il Vero Re/quello Legittimo” indicando quindi più un titolo che un vero nome. Verso la fine del suo regno (2290 a.C.) Sargon sconfisse delle popolazioni iraniche provenienti dall’Elam (golfo persico), famose per le loro scorribande in Mesopotamia. Egli lasciò un regno solido e ben strutturato per l’epoca, ma non fu lui ad occuparsi della creazione di un sistema clericale primigenio, bensì sua figlia Enheduanna.

La figlia di Sargon il Grande

Della gioventù di Enheduanna (2286 -2251) non si sa praticamente nulla, né il nome della madre, tantomeno se fosse per davvero figlia di Sargon il Grande, oppure fosse una figlia adottiva, ma quello che ormai è certo è la fiducia che il Re della Totalità/dei quattro Angoli del Mondo (titolo che prese Sargon) ebbe nei suoi confronti. Il suo nome, come quello del possibile padre, aveva in sé un significato estremamente importante, infatti significava “Sacerdotessa di An, moglie del Dio Nanna”, la sua carica era quella di Entu, ovvero alta sacerdotessa di Nanna.

Dettaglio di un bassorilievo rappresentante Enheduanna.

Essa divenne una figura estremamente importante nel mondo accadico, sia per la devozione che essa ricevette da suo padre e da suo fratello Rimush, sia per il ruolo di controllo tramite la fede e la religione che svolse durante il regno dei primi due re dell’impero accadico, una società che non fu assolutamente tranquilla per quanto riguarda le rivolte interne. La più celebre di queste ribellioni fu quella di Lugal-Ane, il quale forse era un figlio o un relativo di Lugal-Zaggesi (Lugal vuol dire Re in sumero, re di più città), una rivolta che vide gli accadi sconfitti agli inizi, ma poi trionfanti grazie al potere di Nanna, dio della Luna, Utu, dio del Sole (chiamato anche Samas, figlio di Nanna) e Inanna, dea della fecondità, del rapporto carnale e della guerra, i quali erano stati invocati proprio da Enheduanna.

Per quanto riguarda questa ribellione, le fonti sono alquanto discordanti, visto che sembra che essa ci fu durante il regno di Naram-Sin, terzo re accadico, che salì al potere nel 2251 a.C. anno della morte della sacerdotessa. Enheduanna fu una donna estremamente carismatica ed intelligente, la quale probabilmente creò ad Uruk un sistema di caste sacerdotali che avrebbero poi formato lo scheletro dei cleri presenti fin dal primo cristianesimo, inoltre promosse l’utilizzo del Gipar o Giparu, ovvero quello che erroneamente viene chiamato Chiostro stando alla traduzione.

Esistente già da quasi quattrocento anni prima della nascita dell’Entu, indica il letto di giunco su cui ci si praticava lo Hierosgasmos, ovvero la pratica del matrimonio tra gli dèi, un’unione carnale di tipo sacrale, fatto non solo dalle Ierodule (chiamate volgarmente ed ingiustamente “prostitute sacre”) ma anche dalle persone che volevano attuare dei riti propiziatori per la loro fertilità. Questi spazi erano estremamente utili per quanto riguarda la gestione e il controllo delle masse, perché in un ambiente così comune e allo stesso tempo intimo, i sacerdoti e le sacerdotesse potevano vedere il morale del popolo e aiutare chi aveva bisogno, per un semplice fattore politico, oltre che morale.

Frammento di una tavoletta con scrittura cuneiforme.

Enheduanna inoltre fu famosa per i suoi scritti, i più antichi poemi che ci sono mai giunti fino ad adesso, utilizzanti una metrica che avrebbe fatto scuola nel mondo mesopotamico, andando ad essere la base di ogni opera letteraria di quel mondo, fino alla grande rivoluzione della Erra: la saga di Nergal (VII a.C.), che non solo ribalterà molti concetti sociali, ma anche la metrica presente.

Gli dèi venerati da Enheduanna

Breve parentesi ma a mio giudizio fondamentale per poter comprendere di più il mondo sumero/accadico.

Ecco qui la lista degli dèi principali del pantheon sumero/accadico, già presenti nel mondo mesopotamico, ma Sargon ed Enheduanna diedero a loro una sorta di gerarchia teogonica, facendo intendere quanto il concetto di ordine fosse importante sotto ogni aspetto della vita all’interno del primo vero impero della Storia umana.

Nota: non verranno scritti tutti gli dèi, solo unicamente quelli ritenuti più importanti dal clero creato dalla donna.

  • An/Anu: dio primigenio e creatore di tutto, dio del cielo e creatore degli Anunnaki, i giudici dei morti. Sua moglie era Antum, madre di Enlil
  • Dagon: dio dei fiumi e del raccolto, uno dei primi dei venerati, una vera e propria divinità del nutrimento. A lui si riferì Sargon dicendo che le sue conquiste finirono a Ebla (attuale Siria) per volontà di questo potente dio
  • Enlil: dio delle tempeste e dei cieli tempestosi, unico che poteva parlare direttamente con suo padre An.
  • Inanna: dea del raccolto, della fertilità, della guerra e del rapporto carnale, sebbene abbia strettissimi rapporti con Ishtar / Estar / Astarte spesso viene vista come figura a sé stante
  • Nanna: dio lunare e dei cicli di vita, uno degli dèi più importanti del Pantheon, molto elevato dal culto di Enheduanna.
  • Nergal: dio ctonio (del sottosuolo), patrono della guerra, della miseria e delle pestilenze.
  • Ningal: chiamata anche An, dea delle paludi e dei fiumi, moglie di Nanna
  • Utu/Shamash: dio del sole e della legge, dio virtuoso ma anche combattivo

Le sue opere letterarie

Di questa figura straordinaria non si seppe nulla a livello contemporaneo fino al 1927 d.C., quando vennero scoperte delle sue tracce nella città di Uruk da parte dell’archeologo Sir Leonard Woolley e fino al 1968 venne trovato altro materiale e non solo nella città sumera.

Una delle svariate rappresentazioni artistiche di Enheduanna.

Attualmente ad Enheduanna è stata data la proprietà intellettuale di 37 tavolette inerenti alle sue 42 poesie e i tre poemi. Ricordiamo le più famose (o per lo meno, quelle che ci sono arrivate):

  • Inanna ed Ebih: dove Inanna combatté contro un terribile montagna demoniaca chiamata Ebih, la quale rappresentava non solo i popoli dei Monti Zagros (Attuale Iran), bensì anche la lotta tra le popolazioni civilizzate (awilum) contro i popoli selvaggi (i lullù).
  • Esaltazione di Inanna: narra del suo esilio da Uruk, non si spiega di preciso che cosa sia successo, si potrebbe pensare alla ribellione di Lugal-Ane, oppure ad un’altra rivolta (che vi furono). In questo racconto, Enheduanna riuscì tramite la Dea a tornare nella città, riprendendo il suo ruolo di Entu.
  • Inno ad Inanna: una serie di poesie che spaziano tra l’amore, la morte e una visione del mondo, spesso alquanto pessimista e spirituale. L’inno ad Inanna è forse il lavoro più importante di Enheduanna, anche se a dire il vero, molti studiosi pensano che essa sia stata la creazione di più persone che presero il nome della figlia di Sargon. 

Conclusioni

È un discorso che è stato fatto molte volte su questo blog e su altri canali, per quanto riguarda la Storia Antica: sappiamo pochissimo di Enheduanna come personaggio fisico e se davvero fu la figlia di Sargon il Grande, non abbiamo neppure la conoscenza che questo fosse il suo vero nome, ma non è questo il punto fondamentale. Tramite le fonti che abbiamo avuto grazie a Sir Woolley, sappiamo che fu una donna a rendere noti non uno, ma bensì due aspetti estremamente importanti della società accadica (e non solo):

  • L’aspetto clericale dell’impero
  • I primi testi poetici scritti furono i suoi

Enheduanna è una figura estremamente importante per quanto riguarda il mondo letterario e non solo, anche quello inerente quello femminile e quello religioso, una figura radicata nel passato e che, come suo padre, hanno fondato pietre miliari inerenti la nostra storia.

Una storia spesso tralasciata, ma estremamente ricca di importanza.


Riferimenti bibliografici:

  • Federico Giusfredi (2020). Il Vicino Oriente antico. Breve storia dalle origini alla caduta di Babilonia. Edizioni Carocci
  • Antonio Invernizzi (2007). Dal Tigri all’Eufrate. Sumeri e Accadi (Vol. 1). Edizioni Le Lettere
  • Sophus Helle (2023). Enheduana: The Complete Poems of the World’s First Author. Edizioni Yale University

Sullo stesso tema, dal canale YouTube dell’autore:
  • Storico, divulgatore storico ed insegnante di materie umanistiche. Con un'esperienza decennale nel mondo dell'insegnamento, da cinque anni possiede il canale "Incontri di Storia", dove si occupa soprattutto di Storia Antica, di Mesopotamia, Vicino e Medio Oriente. Attualmente collabora con diverse testate, tra cui "Caput Mundi".

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