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La città condivisa

Fino al 1° maggio 2004, una base in calcestruzzo larga 50 centimetri sormontata da una ringhiera di un metro e mezzo divideva in due la Piazza della Transalpina di Gorizia. Il famigerato “Muro di Gorizia“, antesignano ma meno famoso di quello di Berlino, separava l’Italia dalla Jugoslavia, l’antico centro storico dall’elegante stazione ferroviaria di quella che era la linea costruita sotto gli Asburgo per unire Trieste e Vienna e rimasta in territorio jugoslavo. Era una delle immagini emblematiche delle lacerazioni causate dalla II Guerra Mondiale, rimarcata nel 1947 dalla fondazione oltreconfine di una nuova città, in parte formata da frazioni di Gorizia e da ex-comuni del circondario e chiamata significativamente Nova Gorica, Nuova Gorizia, prodotto e manifesto ideologico dell’urbanistica socialista. Così, Gorizia italiana conserva il centro storico, dominato dal famoso e imponente castello, mentre Nova Gorica è progettata come città moderna degli anni ‘50.

Nonostante le divisioni politiche, i rapporti tra le due città, storicamente appartenenti a un’unica comunità rimasero forti e la forte collaborazione tra Gorizia e Nova Gorica risale già agli anni ’60 del secolo scorso. Con il crollo della Jugoslavia e la nascita della Slovenia diventarono ancora più forti, specialmente dopo l’ingresso nella Comunità Europea nel 2004.

Piazza della Transalpina / Trg Evrope

Proprio in quell’occasione fu compiuto un passo significativo con la libera circolazione all’interno della piazza poi, il 22 dicembre 2007, con l’ingresso della Slovenia nell’area Schengen, il confine è stato eliminato del tutto e oggi sulla Piazza della Transalpina o Trg Evrope (Piazza dell’Europa) come è chiamata in sloveno, è rimasta solo una parte del muro, a ricordo di quello che è stato. Per il resto è un unico spazio pubblico per la libera circolazione dei pedoni con al centro un mosaico circolare con una linea di mattonelle di pietra che segna il confine di stato.

Una curiosità: nel febbraio 2020 è tornata momentaneamente la recinzione quando il confine è stato chiuso a causa della pandemia di Covid.

La storia intrecciata

Gorizia mantiene da sempre il ruolo di luogo di stretto contatto tra italiani, germanici e slavi. È una città storicamente molto importante come crocevia commerciale già dal Medioevo quando era una contea; dal 1500 in poi seguì le sorti dell’Impero austriaco fino al 1918 quando passò definitivamente all’Italia. Anche dopo la divisione post 1947, il continuo scambio tra le due Gorizie ha portato indubbi vantaggi culminati nella nomina in condivisione per quest’anno 2025 del titolo di Capitale Europea della Cultura – prima Capitale Europea della Cultura transfrontaliera – un riconoscimento prestigioso che sotto il titolo GO! 2025 pone in evidenza il valore culturale e storico delle due città e simbolizza l’idea di dialogo.

Gorizia, Capitale Europea della Cultura 2025

GO! 2025

GO è la sigla automobilistica di entrambe le città, ma in inglese significa “andare”. E con il punto esclamativo, il verbo diventa imperativo, a voler indicare la volontà di progredire nel dialogo interculturale e di coinvolgere non solo gli abitanti delle due città, ma anche visitatori da tutta Europa.

La cerimonia inaugurale, che unirà entrambe le città in una celebrazione condivisa, si terrà il prossimo 8 febbraio 2025. L’evento coincide con la Giornata slovena della Cultura, dedicata al poeta nazionale France Prešeren (1800-1849).

Il programma degli eventi

GO! 2025 si svilupperà su due filoni tematici: il rosso e il verde. Il filo rosso rappresenta il confine, storico e contemporaneo. Attraverso lo slogan Go! Borderless, (Vai! Senza confini) si esplora il rapporto che si ha con il confine tra due paesi, due culture diverse, due nazioni, due stati e, nel caso di Gorizia, di due città che in passato hanno vissuto esperienze traumatiche e che oggi stanno vivendo una coesistenza pacifica.

Il filo verde richiama al colore del fiume Isonzo. Gorizia-Nova Gorica costituiscono una regione Capitale Europea della Cultura che si estende dalla cima del monte Triglav (dove il fiume ha la sua sorgente in Slovenia), fino allo sbocco nel mare Adriatico in Italia. Il filo verde si riflette anche nella natura sostenibile del progetto, alla ricerca di un qualcosa di utile per il futuro, ma sempre con un’attenzione particolare alle persone e alle ambiente, come il nuovo distretto ECOC, una passeggiata verde e uno spazio sociale nel tratto di un chilometro tra le due ex dogane. Le due città sono circondate dal verde e sono collegate da una rete di percorsi ciclabili e pedonali, ideali per esplorare il territorio e scoprire la bellezza naturale del Collio, famoso per i suoi vigneti e la produzione di vini DOC di qualità Collio Goriziano.

Il programma spazia tra diverse discipline artistiche, includendo festival di musica classica, jazz ed elettronica, rassegne cinematografiche, spettacoli teatrali e di danza contemporanea, mostre d’arte e conferenze su temi d’attualità come la sostenibilità e la tecnologia, ma anche iniziative più divertenti come il Tour del contrabbando un viaggio nel tempo quando traffici di ogni genere transitavano illegalmente oltre confine. Si svolge lungo il percorso tra Piazza Transalpina e il museo del contrabbando di Pristava, i partecipanti si mettono nei panni dei contrabbandieri, e devono cercare di far arrivare ogni tipo di merce dall’altra parte.

Gorizia è conosciuta come la Piccola Gerusalemme per la presenza storica di un’importante comunità ebraica e tra i progetti di punta c’è un’iniziativa dedicata alla valorizzazione di questo patrimonio che comprende il restauro dell’antico cimitero e la promozione di eventi che celebrano la ricca tradizione culturale ebraica della città.

Un altro evento chiave è il Festival della Letteratura Transfrontaliera, che vedrà la partecipazione di autori di fama internazionale e locali, con l’intento di esplorare il tema delle frontiere, non solo geografiche ma anche culturali e linguistiche.

Il calendario comprende anche iniziative per i più giovani, come laboratori artistici e workshop di creatività digitale, che puntano a coinvolgere le nuove generazioni nella costruzione di una cultura europea condivisa.

La cultura come motore di sviluppo

L’iniziativa GO! 2025 punta anche a stimolare lo sviluppo economico e turistico della regione , promuovendo una visione sostenibile e innovativa del turismo culturale. Le collaborazioni con artisti, istituzioni e comunità locali mirano a lasciare un’eredità duratura, trasformando Gorizia e Nova Gorica in destinazioni culturali di riferimento.

Info

Per chi desidera partecipare agli eventi e scoprire di più sulla Capitale Europea della Cultura 2025, ecco alcuni siti utili:

Questi portali offrono informazioni dettagliate su eventi, luoghi, itinerari e suggerimenti per organizzare al meglio la visita.

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