Referendum sulla riforma dell’URSS.
17 marzo 1991: con il 77,85% di “Sì” i popoli sovietici (meno quelli di alcuni Stati già avviati alla secessione) approvano il quesito referendario che prevede una riforma dell’URSS in senso democratico e capitalista. La nuova Unione Sovietica, che avrebbe dovuto rinominarsi Unione delle Repubbliche Sovrane, non vedrà la luce: in agosto i leaders dell’ala comunista reazionaria tenteranno un golpe che fallirà e provocherà lo scioglimento dell’URSS.
























